don sergio carettoniblog curato personalmente dall'autore

Dove cercarTi risorto?

A Gerusalemme le domande e le emozioni attorno a quella morte si complicano e si ingarbugliano ancora di più, poiché la risurrezione del Nazareno sconcerta chiunque, amici e nemici di un tempo.

A Gerusalemme, inaspettatamente, un sepolcro risulta vuoto: è proprio quello del Nazareno! Senza spiegazione il corpo del Crocefisso non c’è più. Divisi anche sulla certezza di un vuoto, alcuni affermano che il suo cadavere sia stato trafugato da ignoti. C’è addirittura chi sostiene con entusiasmo di avere visto Gesù vivo. Volutamente increduli sull’accaduto, c’è anche il gruppo di quanti commentano il fatto della tomba vuota come un ingegnoso tentativo dei discepoli di Gesù, per certi versi anche riuscito bene, di far credere alla moltitudine dei seguaci che il loro Maestro non è mai stato ucciso.

Al di là delle più diverse interpretazioni, a distanza di duemila anni dai fatti accaduti in quei giorni a Gerusalemme, quella tomba vuota resta per tutti e, piano piano, diventa il segno di un’assenza ancor più carica di mistero e di fascino.

Se da un lato molti sono concordi nell’affermare che alla fine della conta dei corpi dei morti dell’umanità ne manca uno, quello del Nazareno, per i cristiani di ogni luogo e di ogni tempo la mancanza di quel solo corpo, quello di Gesù, è il primo segno di una vita rimasta tale oltre il passaggio devastante del dolore e della morte. Per generazioni infinite di cristiani la mancanza del corpo dell’Uomo della croce è la certezza che è possibile per davvero entrare in una nuova forma e in un nuovo stato di vita: quella del Risorto!

È possibile colmare l’assenza del cadavere di Gesù, passare quindi dal Figlio dell’Uomo ucciso al Cristo della fede vivo solo attraverso la frequentazione assidua della Parola di Dio, dei Sacramenti, della vita della Chiesa e lasciandosi, contemporaneamente, percorrere interiormente dall’anelito stesso del mondo. Parola, sacramenti, Chiesa e mondo sono tutti luoghi del divino, in cui cercare i segni della risurrezione del giovane Rabbì di Nazareth. Sì, perché di Gesù l’angelo aveva detto che egli è ora tra i vivi, non più da cercare tra i morti!

don sergio carettoni