Rito Ambrosiano
XII domenica dopo Pentecoste
(20a domenica del Tempo Ordinario)
ALLA SCUOLA DEL VANGELO
ascoltare | conoscere | seguire | celebrare | servire
SEGNO DI CROCE E SILENZIO
Dopo il segno di croce, prima dell’inizio del momento di ascolto della voce del Signore, raccogliti in un istante in silenzio.
INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO
Invocare lo Spirito – Apriti all’ascolto della pagina del Vangelo di questa domenica invocando su di te e sulla tua vita la luce e la presenza dello Spirito Santo
Vieni, Spirito Santo,
e rendi attento il mio cuore
alla presenza di Dio.
Liberami dalle abitudini
che mi impediscono di vedere
ciò che il Signore compie nella mia vita.
Donami occhi capaci
di riconoscere i suoi segni
e un cuore disponibile
a lasciarsi cambiare.
Fa’ che la Parola di Gesù
non passi invano accanto a me,
ma diventi scelta,
conversione e vita nuova. Amen.
ASCOLTARE
Accogliere la Parola – Come all’inizio della creazione Dio ruppe il velo del silenzio del mondo per fare scendere sulla terra come pioggia la sua voce, così nel silenzio del tuo cuore e della tua mente il Signore stesso semini in te la sua Parola, perché la tua vita diventi feconda di Vangelo e creativa di ogni bene.
Mt 11,16-20
(versione TILC)
Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo.
16 Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare la gente d’oggi? Sono come bambini seduti in piazza che gridano gli uni contro gli altri: 17 “Vi abbiamo suonato con il flauto una musica allegra, e non avete ballato; vi abbiamo cantato un canto di dolore, e non vi siete battuti il petto”.
18 Così avviene oggi. È venuto Giovanni il Battezzatore, il quale non mangia e non beve, e dicono: “È un indemoniato”. 19 Poi è venuto il Figlio dell’uomo, il quale mangia e beve, e dicono: “Questo è un mangione e un beone, amico di quelli delle tasse e di altre persone di cattiva reputazione”. Eppure, la Sapienza di Dio è manifestata dalle sue opere».
20 Poi Gesù si mise a parlare severamente contro quelle città nelle quali aveva compiuto la maggior parte dei suoi fatti miracolosi: le rimproverava perché i loro abitanti non avevano cambiato vita. 21 Diceva: «Guai a voi, abitanti di Corazin! Guai a voi, abitanti di Betsàida! Perché, se i miracoli avvenuti in mezzo a voi fossero stati fatti nelle città pagane di Tiro e Sidone, da tempo i loro abitanti si sarebbero vestiti di sacco e avrebbero messo cenere sul capo per mostrare che volevano cambiar vita. 22 Perciò, vi assicuro che nel giorno del giudizio gli abitanti di Tiro e di Sidone saranno trattati meno severamente di voi. 23 E tu, città di Cafàrnao, credi forse che Dio ti innalzerà fino al cielo? No, tu precipiterai nell’abisso! Perché, se i miracoli avvenuti in te fossero stati fatti a Sòdoma, quella città esisterebbe ancor oggi. 24 Perciò, ti assicuro che nel giorno del giudizio Sòdoma sarà trattata meno severamente di te».
CONOSCERE
Comprendere il significato della Parola – Leggi più volte il testo sacro, adagio, per cogliere in esso il messaggio di Dio. Il commento proposto ti potrà aiutare a capire la situazione e l’ambiente in cui si svolge il fatto narrato o il perché delle parole in esso riportate.
Lasciarsi cambiare – Gesù incontra persone che sembrano trovare sempre un motivo per non lasciarsi coinvolgere. Giovanni Battista vive in modo austero e viene criticato; Gesù incontra le persone, mangia con loro e viene ugualmente contestato. Il problema non è il modo in cui Dio si presenta: è un cuore che ha già deciso di non lasciarsi sorprendere.
Può accadere anche a noi. Possiamo ascoltare molte parole, partecipare a celebrazioni, incontrare persone significative e ricevere segni di bene senza permettere a nulla di raggiungere veramente la nostra vita.
Gesù ricorda le città nelle quali ha compiuto molti prodigi e che, nonostante questo, non hanno cambiato strada. Vedere un segno non significa ancora accoglierlo. La fede comincia quando ciò che riconosciamo come dono di Dio produce dentro di noi una decisione nuova.
La conversione non consiste necessariamente in grandi cambiamenti. A volte è un modo diverso di guardare una persona, il coraggio di chiedere perdono, una scelta rimandata da tempo, l’abbandono di un’abitudine che ci chiude oppure una maggiore disponibilità verso qualcuno.
Dio continua a passare dentro la nostra storia. Il Vangelo di oggi ci invita a non limitarci ad assistere. Ogni incontro con Gesù porta con sé una domanda semplice e decisiva: che cosa sono disposto a cambiare perché la sua Parola diventi vita in me?
SEGUIRE
Portare la Parola dentro i sette giorni – Durante la settimana metti la tua vita in relazione con il testo che hai letto. Ritorna ogni giorno sulle parole di Gesù e lascia che entrino nelle tue scelte, nelle tue relazioni, nelle tue fatiche e nelle tue speranze. Domandati dove il Signore ti sta chiamando a passare dalla morte alla vita. La sua Parola può consolarti, correggerti, orientarti e aprire davanti a te possibilità nuove.
Domenica
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Gesù parla di persone che non sanno più riconoscere il momento che stanno vivendo. Sono ancora capace di lasciarmi sorprendere da Dio oppure penso di sapere già che cosa Egli dovrebbe fare nella mia vita?
Lunedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Giovanni Battista viene criticato per il suo stile austero, Gesù per il suo modo di stare con le persone. Quanto facilmente giudico gli altri perché sono diversi dalle mie attese? Riesco a riconoscere il bene anche quando si presenta in una forma che non avevo previsto?
Martedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Gesù viene chiamato «amico dei pubblicani e dei peccatori». Come guardo le persone fragili, difficili o lontane dal mio modo di vivere? Sono capace di avvicinarmi a qualcuno senza giudicarlo prima?
Mercoledì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Le città ricordate da Gesù hanno visto molti prodigi, ma non hanno cambiato vita. Quali segni di bene ho già ricevuto dal Signore? Che cosa hanno realmente cambiato dentro di me?
Giovedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
La fede non consiste soltanto nel riconoscere Dio, ma nel rispondergli. C’è una scelta buona che continuo a rimandare? Quale piccolo passo concreto posso finalmente compiere oggi?
Venerdì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Gesù pronuncia parole forti perché desidera risvegliare il cuore. Quale parola del Vangelo faccio più fatica ad accogliere? Potrebbe esserci proprio lì qualcosa che il Signore desidera trasformare in me?
Sabato
Ripensa alla settimana trascorsa. Hai riconosciuto un segno, un incontro o una parola attraverso cui Dio ti ha invitato a cambiare qualcosa? Ringrazialo per ciò che hai compreso e disponiti ad accogliere la Parola della nuova domenica.
CELEBRARE
Trasformare la Parola in preghiera – È il momento di ringraziare Dio per quanto la sua Parola ha fatto emergere dentro di te. Trasforma ora l’ascolto in preghiera e consegna al Padre tutto ciò che desideri possa rinascere nella tua vita.
Signore Gesù,
passi ogni giorno dentro la nostra vita.
Resta con noi nei momenti di fatica e di dubbio
e illumina le nostre scelte quotidiane.
Donaci occhi per riconoscerti
e un cuore capace di accoglierti.
Insegnaci a fidarci della tua presenza
anche quando non comprendiamo pienamente il tuo agire.
Liberaci dalla durezza,
dalle abitudini e dai giudizi
che ci impediscono di cambiare.
Guarisci ciò che in noi si è indurito,
rendici disponibili al perdono e alla misericordia.
Fa’ che la tua Parola diventi in noi
un passo nuovo di Vangelo
e guidaci ogni giorno nello Spirito Santo,
perché la nostra vita diventi
testimonianza del tuo amore. Amen.
SERVIRE
Rendere la Parola un gesto concreto – È il momento di metterti in moto e di trasformare quanto hai ascoltato in un gesto concreto. La Parola ricevuta diventa Vangelo quando, attraverso di te, genera un poco più di vita nel mondo.
Scegli questa settimana una piccola cosa che sai di dover cambiare: un atteggiamento, una parola, un’abitudine o una relazione. Ogni mattina chiedi: «Signore, mostrami oggi il passo che posso fare».
E, quando ne riconosci l’occasione, compilo senza rimandare.
Alla sera chiediti: «Oggi mi sono lasciato cambiare dal Vangelo?».
Rifletti, prega e ringrazia!
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