don sergio carettoniblog curato personalmente dall'autore

Servire senza pretendere

Rito Ambrosiano
6a domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore
(27a domenica del Tempo Ordinario)

ALLA SCUOLA DEL VANGELO
ascoltare | conoscere | seguire | celebrare | servire

 

SEGNO DI CROCE E SILENZIO
Dopo il segno di croce, prima dell’inizio del momento di ascolto della voce del Signore, raccogliti in un istante in silenzio.

 

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO
Invocare lo Spirito – Apriti all’ascolto della pagina del Vangelo di questa domenica invocando su di te e sulla tua vita la luce e la presenza dello Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo,
e libera il mio cuore
dal bisogno di essere riconosciuto.

Insegnami a fare il bene
senza calcolare il guadagno,
a servire senza cercare applausi,
ad amare senza presentare il conto.

Donami la gioia
delle cose semplicemente donate
e la fedeltà di chi continua
anche quando nessuno se ne accorge.

Fa’ che ogni mio servizio
nasca dalla gratitudine
per quanto ho ricevuto dal Padre Dio
e diventi Vangelo per gli altri. Amen.

 

ASCOLTARE
Accogliere la Parola – Come all’inizio della creazione Dio ruppe il velo del silenzio del mondo per fare scendere sulla terra come pioggia la sua voce, così nel silenzio del tuo cuore e della tua mente il Signore stesso semini in te la sua Parola, perché la tua vita diventi feconda di Vangelo e creativa di ogni bene.

Lc 17,7-10
(versione TILC)

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo.
Il Signore Gesù disse: «7 Uno di voi ha un servo, e questo servo si trova nei campi ad arare oppure a pascolare il gregge. Come si comporterà quando il servo torna dai campi? Gli dirà forse: “Vieni qui e mettiti subito a tavola con me?”.
8 No certamente, ma gli dirà: “Cambiati il vestito, preparami la cena e servi in tavola. Quando io avrò finito di mangiare, allora ti metterai a tavola anche tu”.
9 Quando un servo ha fatto quel che gli è stato comandato, il padrone non ha obblighi speciali verso di lui. 10 Questo vale anche per voi! Quando avete fatto tutto quel che vi è stato comandato, dite: “Siamo soltanto servitori. Abbiamo fatto quel che dovevamo fare”».

 

CONOSCERE
Comprendere il significato della Parola – Leggi più volte il testo sacro, adagio, per cogliere in esso il messaggio di Dio. Il commento proposto ti potrà aiutare a capire la situazione e l’ambiente in cui si svolge il fatto narrato o il perché delle parole in esso riportate.

Servire senza pretendere – Nella pagina di Vangelo di questa domenica, le parole di Gesù possono lasciarci inizialmente perplessi. Racconta di un ser- vo che torna dal lavoro nei campi e continua a svolgere ciò che gli è affidato, senza pretendere per questo una particolare ricompensa. Alla fine, arriva sulle labbra di Gesù quella frase provocatoria: «Siamo servi inutili».
Egli non sta dicendo che una persona è inutile o che il suo lavoro non abbia valore. Il Vangelo non svaluta la dignità di nessuno, ci invita, invece, a liberarci da una tentazione molto sottile: trasformare il bene compiuto in un credito da presentare a Dio e agli altri.
Anche nelle relazioni più belle possiamo iniziare a fare conti: quanto ho dato, quanto ho ricevuto, quante volte sono stato disponibile, quanto gli altri mi hanno ringraziato… Quando accade così, perfino il servizio più bello rischia di diventare una forma nascosta di ricerca di noi stessi.
Di fronte a questa tentazione, Gesù indica un’altra strada. Il bene possiede già in sé il proprio valore: si ama perché amare è bene; si serve perché qualcuno ha bisogno; si rimane fedeli perché abbiamo ricevuto molto prima ancora di poter restituire qualcosa.
Essere «servi inutili» significa allora essere servi senza pretese: persone che non trasformano ciò che fanno in uno strumento per sentirsi superiori, indispensabili o meritevoli davanti a Dio.
Questo non significa lasciarsi sfruttare, ignorare la propria stanchezza o pensare che il servizio cristiano non abbia bisogno di gratitudine e reciprocità. Significa piuttosto custodire la libertà interiore: fare il bene senza far dipendere il proprio valore dall’approvazione ricevuta.
Il Vangelo ci lascia allora una domanda molto concreta: «Quanto del bene che faccio rimarrebbe ancora, se nessuno mi rin- graziasse, mi lodasse o se ne accorgesse?».

 

SEGUIRE
Portare la Parola dentro i sette giorni – Durante la settimana metti la tua vita in relazione con il testo che hai letto. Ritorna ogni giorno sulle parole di Gesù e lascia che entrino nelle tue scelte, nelle tue relazioni, nelle tue fatiche e nelle tue speranze. Domandati dove il Signore ti sta chiamando a passare dalla morte alla vita. La sua Parola può consolarti, correggerti, orientarti e aprire davanti a te possibilità nuove.

Domenica
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Gesù racconta di un servo che svolge ciò che gli è stato affidato. Quali responsabilità mi sono affidate in questo momento della vita? Le vivo come un peso, come un dovere oppure anche come una possibilità di bene?

Lunedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Il servo non mette continuamente sul tavolo ciò che ha fatto. Quanto bisogno ho che gli altri riconoscano il mio impegno? Come reagisco quando il bene che compio passa inosservato?

Martedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Gesù ci libera dalla logica del calcolo. Nelle mie relazioni tengo qualche volta il conto di ciò che do e di ciò che ricevo? C’è qualcuno verso il quale potrei oggi compiere un gesto senza aspettarmi nulla in cambio?

Mercoledì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Servire non significa sentirsi indispensabili. Riesco a lasciare spazio agli altri oppure penso che senza di me certe cose non possano funzionare? In quale situazione potrei fidarmi maggiormente di qualcuno?

Giovedì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
Anche il servizio può diventare stancante. So riconoscere i miei limiti e fermarmi quando è necessario? Riesco a distinguere la generosità dal bisogno di dimostrare continuamente il mio valore?

Venerdì
Leggi il brano di Vangelo e rifletti:
«Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Quale piccola responsabilità sto rimandando? Posso compierla oggi con semplicità, senza cercare una gratificazione particolare?

Sabato
Ripensa alla settimana trascorsa. Quale gesto sei riuscito a compiere gratuitamente, senza attendere qualcosa in cambio? Ringrazia il Signore per la libertà sperimentata e disponiti ad accogliere la Parola della nuova domenica.

 

CELEBRARE
Trasformare la Parola in preghiera – È il momento di ringraziare Dio per quanto la sua Parola ha fatto emergere dentro di te. Trasforma ora l’ascolto in preghiera e consegna al Padre tutto ciò che desideri possa rinascere nella tua vita.

Signore Gesù,
Tu hai fatto della tua vita
un dono per tutti.

Liberaci dal bisogno
di essere sempre riconosciuti
e dalla tentazione
di misurare il bene compiuto.

Donaci mani disponibili,
un cuore libero
e la gioia di servire
senza pretendere nulla.

Insegnaci a restare fedeli
anche quando nessuno vede,
nessuno ringrazia
e nessuno si accorge del bene fatto.

Fa’ che possiamo compiere il bene
con semplicità e fedeltà,
ricordando che tutto ciò che siamo
lo abbiamo prima ricevuto da Te. Amen.

 

SERVIRE
Rendere la Parola un gesto concreto – È il momento di metterti in moto e di trasformare quanto hai ascoltato in un gesto concreto. La Parola ricevuta diventa Vangelo quando, attraverso di te, genera un poco più di vita nel mondo.

Questa settimana compi un gesto di servizio che rimanga nascosto, senza raccontarlo e senza aspettarti un ringraziamento.
Ogni mattina chiedi: «Signore, insegnami oggi a fare il bene gratuitamente».
Alla sera domandati: «Oggi ho servito qualcuno senza presentargli il mio conto?».

Rifletti, prega e ringrazia!

 

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don sergio carettoni